martedì 9 dicembre 2008

"Ho scoperto una nuova P2"

I verbali degli interrogatori di De Magistris

CATANZARONegli atti di «Why Not» - quelle sequestrate dalla procura di Salerno, e «risequestrate» dalla procura di Catanzaro - ci sarebbero le carte della «nuova P2». È questa la versione di Luigi de Magistris, ascoltato dai procuratori di Salerno, dinanzi ai quali, il 28 dicembre 2007, fa nomi e cognomi: «Le indagini Why Not stavano ricostruendo l'influenza di poteri occulti (…) in meccanismi vitali delle istituzioni repubblicane: in particolare stavo ricostruendo i contatti intrattenuti da Giancarlo Elia Valori, Luigi Bisignani, Franco Bonferroni e altri, e la loro influenza sul mondo bancario ed economico finanziario». E proprio Valori sarebbe ai vertici di questa organizzazione occulta. «Giancarlo Elia Valori - dice De Magistris - pareva risultare ai vertici attuali della "massoneria contemporanea" e Valori s'è occupato spesso di lavori pubblici”». Nel verbale, l'ex pm di Catanzaro, tira in ballo anche il governo di centrosinistra guidato da Massimo D'Alema: «Nel recente passato (Valori, ndr) ha trovato anche una sponda rilevante a sinistra, dentro il governo D'Alema, in Marco Minniti, ritenuto il "braccio destro" del Presidente del Consiglio dei Ministri». In altri passaggi (di ulteriori verbali) De Magistris specifica che su Minniti stava «svolgendo accertamenti delicatissimi e riservatissimi». Ma tornando a Valori, De Magistris va oltre, tracciando prima un collegamento con il figlio di Mario Delli Priscoli, l'ex procuratore generale della Corte di Cassazione che l'ha incolpato. Il tutto parte dal business della telefonia: «Valori s'è occupato del programma Blu - oggetto di accertamenti nel procedimento Toghe Lucane (inchiesta condotta sempre da De Magistris, ndr). Blu era interessato anche alle licenze Umts ossia il sistema che unisce telefonini e servizi internet, per le quali si è scatenata una "guerra di lobby". Le cinque licenze vennero poi assegnate da un comitato di ministri presieduto da Massimo D'Alema». E una di quelle licenze, conferma la procura, fu affidata proprio alla Blu. La vicenda s'intrica ulteriormente con il legame tra Valori e Giancarlo Pittelli, senatore del Pdl, indagato da De Magistris e anch'egli in odore di massoneria. I pm di Salerno scrivono che «Valori ha ricoperto le cariche di presidente di "Torino Internazionale", società per la quale Pittelli ha emesso fatture per un ammontare di 269.380 euro, per prestazioni consulenziali oggetto d'indagini in Why Not». Anche Luigi Bisignani, che De Magistris indagò in "Why Not", compariva nell'elenco della P2, «con il numero di tessera 203», scrivono gli inquirenti, puntualizzando che Bisignani ha però sempre negato. «Bisignani - continuano i procuratori di Salerno - risulta aver riportato una condanna a 3 anni e 4 mesi per maxi tangente Enimont». Infine, il terzo nominativo fatto da De Magistris, Franco Bonferroni, viene descritto dai pm di Salerno come «altro indagato eccellente» dei procedimenti Poseidone e Why Not: «Consigliere di Finmeccanica», scrivono i pm salernitani, «dei cui illeciti interessi in Calabria ha riferito De Magistris (…)». Il 18 settembre 2008, inoltre, De Magistris dichiara alla procura di Salerno: «L'ipotesi investigativa sulla quale avevo raccolto gravi indizi è quella sull'esistenza di una gestione illegale e anche occulta di settori rilevanti delle istituzioni, con radici in Calabria e ramificazioni in tutto territorio nazionale. Una sorta di nuova P2, per essere sintetici, e sul punto posso offrire ogni eventuale utile approfondimento che mi verrà richiesto». «Un'ipotesi investigativa», aggiunge, sulla quale non gli è stato «consentito di condurre a termine».

ANTONIO MASSARI - La Stampa del 05/12/08

De Magistris: «Le indagini toccavano legami con l'Africa e traffico d'armi»

CATANZARO (9 dicembre) - Luigi De Magistris, in una deposizione fatta ai magistrati
di Salerno il 12 novembre del 2007 disse che «nell'indagine Why not e Poseidone è uscito fuori il coinvolgimento di Finmeccanica. La Finmeccanica ottiene... e questo è proprio un capitolo al quale ci dobbiamo arrivare perchè è fondamentale, c'è tutta una storia importantissima di alcune opere che dovevano realizzare alcune società riconducibili alla Finmeccanica presso Lamezia Terme, l'ex area Sir, e soprattutto era emersa una serie di collegamenti molto strani tra Piero Scarpellini, che è uno dei principali collaboratori di Romano Prodi, e l'Africa».

«In particolare - ha proseguito De Magistris - anche il giorno delle perquisizioni, che noi cominciammo alle sette del mattino, Scarpellini si trovava in Libia ed era partito stranamente la notte per Tripoli e una pista che stava venendo fuori da alcuni atti
anche acquisiti era questa di una serie di viaggi molto strani di Scarpellini in paesi del
nord Africa e del centro Africa».

«Siccome la Finmeccanica... stavano emergendo - ha concluso - rapporti strettissimi con persone ed esponenti politici anche dell'imprenditoria, era questo uno dei filoni dove io stavo cominciando ad investigare».

Luigi De Magistris ha anche fatto riferimento ad un presunto traffico d'armi, non meglio precisato: «Un altro filone di indagine che avevo cominciato a perseguire, non avendo ancora fatto nessun atto ma stavo per cominciare - ha detto - era un giro di traffico d'armi».

«Confermata l'estraneità di Prodi». In serata Sandra Zampa, deputata Pd e portavoce di Romano Prodi, ha dichiarato che «le indiscrezioni di queste ore confermano l'assoluta estraneità del presidente Prodi a qualsiasi illecito o anche addebito».




Tratto da "Il Messaggero" del 09/12/08